avrei voglia di liberarmi di questo corpo. corpo che al momento riesce a farmi recepire solo fastidi: il caldo, la noia, la preoccupazione, la voglia di evadere soprattutto.
continuo a sperimentare sulla pelle il menefreghismo degli altri. «se sto bene solo con x non serve la tua presenza». bene, ma allora cosa vuoi da me? non dico che ci metto anche una punta di masochismo nel fatto di dire di sì quando dovrei dire di no, ma potrei anche dire che fin quando posso ne approfitto anche io. il mio corpo inizia a dare segnali di fastidio: lo sguardo sfugge, i movimenti sono visibilmente nervosi, il passo è veloce, le parole contate, anzi sono monosillabi. e quando succede questo non c'è modo di riagguantarmi. ormai la faccia si è finalmente fracassata contro il muro e adesso sarà ben medicata. nel frattempo ci saranno solo negazioni.
sulla mia pelle ho i segni della preoccupazione: che ne sarà di me? fin quando si studia non ci si rende conto di quanto possa essere seriamente difficile fare una scelta lapidaria su quello che sarà. e bisogna valutare, e chiedere, e avere conferme, e cercare, e. bisogna abbandonare casa senza avere davvero rimpianti, bisogna uscire dalla propria terra con la certezza di quella futura, avere le spalle tanto grandi da reggere pesi che prima si condividevano con altri e adesso devo affrontare da sola. sola.
c'è chi mi guarda dritto negli occhi e vede macchie e ombre. ma non prova a fare domande. e io preferisco rimanere in questo limbo che per quanto sia doloroso mi fa sentire incredibilmente viva.
lunedì, 20 luglio 2009
• 00:52
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ho cercato di mantenere una certa calma ipostatica.
ho cercato di ignorare parole che non volevo sentire, di non dar retta ad un cuore pazzo di rancore.
ho cercato di seguire la mia strada cercando di smarrire il passato.
ora però non ce la faccio più.
troppe le cose non dette e le lacrime non piante.
non esser innamorata, ma al tempo stesso esser gelosa.
mi scopro sempre più contorta.
martedì, 14 luglio 2009
• 02:06
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ritorna l'esigenza di scrivere. il bisogno mi pulsa nelle vene delle mani.
esorcizzo il dolore solo con le parole scritte.
inoltre mi rileggo e non mi trovo tanto male
martedì, 25 novembre 2008
• 00:15
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non gioco più, me ne vado.
martedì, 18 novembre 2008
• 09:00
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che bello svegliarsi la mattina e non trovare nessuno in casa...
ma evidentemente oggi non è giornata.
.stomp.
venerdì, 14 novembre 2008
• 21:50
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davvero non capisco come tu possa dimenticarti di me.
Hab' keine Lust zu erfrieren
Ich bleibe einfach liegen
[...]
Und merke bald ich bin schon lange kalt
So kalt, mir ist kalt...
Non ho nessuna voglia di congelarmi
Resto semplicemente sdraiato
[...]
E presto mi accorgo di essere freddo già da tanto
Così freddo, io ho freddo...
* Rammstein - Keine Lust *
lunedì, 20 ottobre 2008
• 12:34
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"il tuo disturbo mentale è la coprolalia".
ma vacca miseria che minchia dicono questi minchioni?! non è vero cazzo!